L'isola come chiave di tutto
Per gran parte del Settecento il Grand Tour si fermava a Napoli: oltre lo Stretto c'erano strade incerte, locande rare e briganti. A cambiare le cose fu un libro, A Tour through Sicily and Malta dello scozzese Patrick Brydone, uscito nel 1773 e tradotto in diverse lingue. Pochi anni dopo, nella primavera del 1787, arrivò Goethe, che nel Viaggio in Italia annotò che senza la Sicilia l'Italia non lascia alcuna immagine nell'anima, perché "qui è la chiave di tutto". Da quei taccuini nasce un modo di guardare l'isola per tappe, città dopo città. È lo stesso percorso che segue la collezione Love Cities, una mappa da portare addosso che unisce i nomi dei luoghi come facevano le pagine di un diario di viaggio.

Taormina, il teatro e il vulcano sullo sfondo
Il teatro di Taormina, fondato in età greca e ricostruito dai Romani, che lo adattarono ai giochi gladiatori, era la tappa che nessun viaggiatore saltava. Goethe ci salì all'alba e descrisse la scena come un'opera d'arte e di natura insieme: la cavea, la costa calabrese, e sul fondo l'Etna fumante incorniciato dalle colonne in rovina. A fine Ottocento il fotografo tedesco Wilhelm von Gloeden fece di Taormina un mito europeo, attirando scrittori, aristocratici e pittori. Quel rapporto tra architettura antica e paesaggio, tra linea costruita e orizzonte aperto, ritorna nella collezione Taormina, dove le forme sono pulite e la luce ha lo spazio che serve.

L'Etna, la salita dei naturalisti
Per i viaggiatori colti salire sull'Etna era un rito a metà tra scienza ed estasi. Brydone misurò temperature e pressioni lungo il cammino e raccontò la notte passata vicino alla vetta in attesa dell'alba sul cratere. Il francese Jean-Pierre Houël, nel suo Voyage pittoresque pubblicato tra il 1782 e il 1787, dipinse colate, grotte e boschi di castagni con la precisione di un geologo. Nei loro racconti la montagna è ancora una creatura viva, che cambia forma da un'eruzione all'altra. La collezione Etna parte da quel paesaggio di superfici scure e bagliori improvvisi, mentre Fiori di Lava coglie la vita che torna sui versanti, dove le ginestre attecchiscono per prime sulla roccia raffreddata.

Caltagirone, la città scritta in maiolica
All'interno dell'isola i viaggiatori trovavano un'altra Sicilia, fatta di colline coltivate e mestieri antichi. A Caltagirone l'argilla si lavora da millenni, e la tradizione ceramica si è arricchita nei secoli di influenze arabe, spagnole e barocche. Il simbolo della città è la Scala di Santa Maria del Monte: 142 gradini costruiti nel Seicento, le cui alzate furono rivestite di maioliche policrome nel Novecento, ognuna con motivi diversi ispirati ai repertori storici. Salirla significa leggere una piccola storia degli stili decorativi siciliani. La collezione Caltagirone riprende quei colori smaltati e quei decori geometrici e floreali per farne gioielli che conservano qualcosa della bottega del ceramista.

Favignana e il tempo della tonnara
Nell'Ottocento il viaggio in Sicilia spinse lo sguardo anche verso le isole minori. Nel 1874 la famiglia Florio acquistò le Egadi e fece di Favignana il centro di una grande industria del tonno: lo stabilimento affacciato sul porto, oggi museo, conserva le barche, le reti e i locali dove si lavorava il pescato della mattanza. Intorno, il tufo chiaro estratto dalle cave ha disegnato l'isola stessa, lasciando piscine naturali e giardini scavati nella pietra. La collezione Favignana porta con sé quel mare trasparente e quella luce bianca, mentre Ficodi rende omaggio al fico d'India, arrivato dalle Americhe nel Cinquecento e diventato in breve una presenza familiare in ogni paesaggio dell'isola.
Il ricordo da portare a casa
Chi tornava dal Grand Tour riportava disegni, medaglie, frammenti di lava, piccoli oggetti che servivano a fissare la memoria di un luogo. Era il primo modo di trasformare un viaggio in qualcosa da tenere in mano. Oggi quel gesto vive in un gioiello pensato per durare: la collezione Sicily 925, in argento, raccoglie i segni dell'isola in forme da indossare ogni giorno, come un taccuino che non si chiude mai. Se volete continuare il vostro itinerario tra città, vulcani, maioliche e isole, esplorate tutte le nostre creazioni su I Love Sicily.